Notizia del 5 12 2007 
COMUNICATO STAMPA Minori, devianza, microcirminalità... 
UN CONVEGNO A TORRE DI RUGGIERO AL QUALE IERI SERA HANNO PRESO PARTE IL GIUDICE TERESA CHIODO, IL DIRETTORE DEL CENTRO GIUSTIZIA MINORILE DELLA CALABRIA E DELLA BASILICATA ANGELO MELI, PEDAGOGISTI, INSEGNANTI, RELIGIOSI E POLITICI
“La legalità è la condizione necessaria per lo sviluppo. Difficile attuarla, specie per il minore. La Calabria è una zona a rischio per i minori, aumentano i reati per spaccio e altri reati, ed anche altri fenomeni: bullismo, prostituzione minorile… Tutto cio, anche per la scarsa tutela dei minori, spesso maltrattati e trascurati, mentre i disagi per loro aumentano nelle fasce sociali più deboli e a rischio. Bisogna attuare tutto cio che è scritto nelle leggi e nelle convenzioni internazionali per tutelare meglio il minore. Non c’è dubbio che è fondamentale, per la tutela e promozione dei diritti del minore, l’attività di prevenzione, e in questa attività occupa un posto primario il Tribunale dei Minori”.
Analisi acuta quella della dottoressa Teresa Chiodo, giudice del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, che ha partecipato ieri sera a un convegno organizzato dall’Amministrazione comunale di Torre di Ruggiero su “minori, devianza e microcriminalità” e moderato dalla dottoressa Anna Maria Ciaccio, pedagogista- Giudice Onorario Tribunale per i minorenni di Catanzaro.
La parola prevenzione è stata quella più adoperata, infatti il giudice Chiodo ha puntualizzato: “La prevenzione è efficace quando il minore è ancora in tenera età, dapprima con il Tribunale dei minorenni sulla famiglia, se questa presenta delle carenze educative. La devianza, ma ancora prima il disagio minorile, affondano le loro radici in contesti familiari gravemente carenti e deprivati dal punto di vista non tanto economico quanto piuttosto culturale, sociale. Il problema per il Tribunale dei Minori è che la situazione di disagio venga tempestivamente segnalata, soprattutto dalla scuola, anche se sono scarsissime le segnalazioni da parte degli organi scolastici. Spesso una carriera scolastica irregolare è sintomo di una situazione di disagio, abbandoni, frequenze irregolari, ripetente sono sintomi che devono allarmare i docenti”.
L’errore più grave è considerare la microcriminalità come un problema esclusivamente di ordine pubblico, preoccuparsi solo quando la questa mette in atto strategie sanguinarie, mentre invece il vero problema è di tipo culturale. E la Calabria, cosi tristemente colpita dal fenomeno mafioso e dalla illegalità in genere, ha bisogno di un salto culturale. Certamente la fase della repressione del reato è un momento necessario, ma accanto al momento repressivo occorre attivare il momento della prevenzione, e questo si fa anche attraverso convegni come questo, perciò il mio ringraziamento all’Amministrazione Comunale di Torre di Ruggiero che si è dimostrata attenta e sensibile ad una problematica cosi importante”.
Dopo l’introduzione del sindaco Giuseppe Pitaro che si è soffermato“sulla preziosa risorsa umana che sono i minori che abbiamo il dovere di tutelare, ognuno facendo la propria parte ma senza mai dimenticare che occorre fare rete se vogliamo ottenere risultati significativi: la scuola, la famiglia, la politica, le agenzie educative”, è toccato al dottor Angelo Meli, direttore del Centro Giustizia Minorile della Calabria e della Basilicata dare il suo prezioso contributo: “Fondamentale è la prevenzione, perché quando si arriva alla repressione si è gia arrivati ad una situazione di fallimento, in quanto il giovane si trova in una condizione di lotta contro la società, contro le regole della società. C’è una disattenzione dell’adulto nei confronti del minore, perciò bisogna parlare di queste problematiche: gli enti locali, i comuni devono aggiungersi alla famiglia e alla scuola, ben sapendo che amministrare non è facile, infatti il comune sa dove ci sono le problematiche, in quanto arrivano le richieste attraverso i servizi sociali. Ma di sicuro la risoluzione dei problemi è la prevenzione, l’ascolto delle problematiche dei cittadini. Se si lavora bene nell’ambito della prevenzione, si può interrompere l’iter criminologico di un giovane. Bisogna fare uno sforzo, assieme, per interrompere queste vite delinquenziali. Mancano oggi figure autorevoli, a partire dalla famiglia, figure di riferimento, in grado anche di negare alcune richieste da parte del figlio/minore. Ciò di cui c’è bisogno è la progettazione di interventi nel campo della prevenzione affinché noi giudici possiamo restare senza lavoro”.
Sulla prevenzione,ma soprattutto sull’esigenza di fare rete si è soffermato l’ispettore Giorgio Pezzetto dell’ Ufficio Minori della Questura di Catanzaro: “Il minore, se manifesta qualche disagio, evasione scolastica, è anche perché il problema principale è la mancanza di riferimenti istituzionali e a volte gli stessi operatori, per poter affrontare queste problematiche, incontrano ostacoli. Ma ogni cosa può essere affrontata meglio lavorando in rete, in maniera sinergica. Il comportamento e l’atteggiamento degli adulti è fondamentale per la crescita del minore”.
Prezioso il contributo del Rettore del Santuario Madonna delle Grazie di Torre di Ruggiero, don Maurizio Aloise: “Nessuno nasce delinquente, bisogna andare alla ricerca della devianza e della microcriminalità. Le cause? Famiglia in crisi, benessere che non si riesce sempre a mantenere, evasione scolastica, ancora oggi molto attuale. Di incontri che ci aiutino a crescere, come questo, c’è bisogno”.
Altrettanto incisivo l’intervento della dirigente scolastico Torre-Cardinale, dottoressa Caterina Barilaro: “Quando si parla di microcriminalità accanto alla famiglia viene indicata la scuola, come entità educativa coinvolta nella responsabilità formativa dei giovani. Freud annovera tra i mestieri impossibili l’educare, ed in questo compito impossibile genitori ed insegnanti sono chiamati a confrontarsi, sia pure da prospettive diverse,tenendo presente, però, che entrambe devono fare i conti con la società circostante. Quindi, se da un lato questo nuovo scenario offre nuove opportunità, dall’altro aumenta anche i rischi a cui si è esposti. Le trasformazioni degli ultimi anni hanno generato nei giovani un modo nuovo di porsi nei confronti delle figure istituzionali, non sempre poi i messaggi che ricevono sono positivi e quindi tendono ad imitare questi comportamenti, pertanto non dobbiamo stupirci se da un contesto così malato nascono ragazzi instabili ed inquieti. Il primo indice dello stato di disagio dei ragazzi è la non accettazione delle regole della scuola, ribellione nei confronti dei docenti, per arrivare ai casi più gravi alle azioni vandaliche all’interno dell’ambiente scolastico. In tale contesto, si chiede agli adulti maggiore consapevolezza ed autorevolezza. Quello che oggi è venuto meno è il rispetto delle regole di comportamento e l’educazione a valori fondamentali. Da questo contesto, nasce l’invito alle famiglie a prestare attenzione al disagio dei propri figli, a non ignorarlo, illudendosi che sia normale”.
In conclusione, l’assessore ai servizi sociali di Torre di Ruggiero, Antonio Chiefari, ha asserito che “è giunto il momento di orientare i giovani verso il cammino di una società più giusta. I mass media trasmettono situazioni non certo di buon esempio per i giovani, l’uso di stupefacenti porta i giovani a perdere l’autocontrollo, e dissociarsi dalla società e dalla famiglia. I minori sfruttati nel lavoro nero, nella prostituzione minorile, procurano un danno sociale enorme. Lo Stato, ad incominciare da noi, deve agire attraverso le forze di polizia e la scuola affinché incidano sulla formazione dei ragazzi, creando strutture idonee al tempo libero. Il dovere di noi politici è quello dell’impegno costante, è quello dell’attenzione verso i più deboli per evitare che le prepotenze si affermino a danno dei più deboli che spesso sono quelli appartenenti a famiglie più economicamente disagiate”-Il tutto è stato curato dalla Dott.ssa Maria Teresa Rotiroti, Assistente Sociale del Comune-

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