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Notizia del 21 11 2008 
COMUNICATO STAMPA Mantenimento personale equipe socio-psico-pedagogico... 
L’eco del disagio del personale socio – psico – pedagogico della Regione Calabria, che in queste settimane sta tenendo banco sulle cronache locali, si fa sentire anche nei piccoli comuni come Torre di Ruggiero. In particolare, in questi giorni l’equipe socio – psico - sanitaria è stata trasferita dalla Regione Calabria alle Aziende Sanitarie e con esse anche una delle sue componenti che era stata assegnata funzionalmente al comune torrese per espletare le attività previste dalla legge 23/03. Il passaggio non ha però garantito il mantenimento funzionale di questa figura al comune di Torre di Ruggiero, necessaria perché, come ha voluto sottolineare il primo cittadino Giuseppe Pitaro, le popolazioni dei borghi delle aree interne vivono innumerevoli disagi comportamentali causati da difficili situazioni socio-economiche e hanno bisogno di assistenza soprattutto dal punto di vista sociale.
Da circa due anni, infatti, subito dopo l’insediamento dell’amministrazione in carica, è arrivata nel comune delle Preserre un componente di questa equipe, specializzato a trecentosessanta gradi per quanto riguarda le problematiche sociali e voluta fortemente dall’amministrazione anche perché uno degli obiettivi, dichiarati apertamente anche in campagna elettorale, era appunto quello di cercare di risolvere i problemi sociali all’interno del paese. E i questi due anni, molto è stato fatto e tanto era in corso d’opera: progetti come “Valore Donna”, finalizzato all’assistenza delle giovani madre disoccupate, gli aiuti alle famiglie, sia in termini economici che psicologici, o progetti finalizzati al recupero dei ragazzi con attività extrascolastiche, sono solo alcune delle attività che l’amministrazione comunale, coadiuvata e sostenuta da una figura professionale specializzata ha potuto portare a termine. In più, avere una figura capace di occuparsi dei problemi sociali che vanno dal recupero del minore all’assistenza degli anziani bisognosi, era un punto di riferimento sia per il comune e sia per tutte le istituzioni del comprensorio.
Le fasi concitate di questo passaggio, che non garantisce l’aiuto al comune torrese dal punto di vista sociale, ha lasciato i tanti progetti in corso d’opera con un punto interrogativo preoccupante secondo il sindaco Giuseppe Pitaro che pertanto chiede «che comuni come il mio non siano private di figure professionali di questo livello. E’ nelle piccole comunità che c’è bisogno di assistenza e di continua vigilanza: quanti anziani, che non hanno gli affetti vicino, abbiamo aiutato in questi due anni perché da soli non possono svolgere le funzioni primarie o quanti bambini abbiamo sostenuto nel recupero scolastico e ricreativo, altrimenti soli e con gravi carenze formative. Ecco, - conclude il primo cittadino torrese - questo è quanto vogliamo continuare a fare e se non sarà possibile l’Amministrazione Comunale e i cittadini-utenti che nei due anni dal mio insediamento hanno avuto un sollievo utilizzeremo tutte le forme politiche e giuridiche al fine di difendere il mantenimento di questa figura professionale».

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