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Notizia del 21 9 2010 
COMUNICATO STAMPA Ancora un'azione delinquenziale, sempre nel cimitero, indirizzata nei confronti della famiglia del sindaco Giuseppe Pitaro. La terza nel giro di 4 anni ... 
Ancora un'azione delinquenziale, sempre nel cimitero, indirizzata nei confronti della famiglia del sindaco Giuseppe Pitaro. La terza nel giro di 4 anni, da quando Giuseppe Pitaro, avvocato di Catanzaro, è in carica nel paese di origine.
A Torre di Ruggiero, rinomato per il santuario Mariano, è mistero sull'ultimo episodio. In una notte è stata distrutta una soglia del marmo del loculo dove è tumulato il padre del sindaco e danneggiato il portone d'ingresso della casa della madre, in piazza del Popolo. Un gesto di intimidazione in piena regola ad opera di un balordo. Ad accorgersene alcuni operai impegnati nei lavori di riqualificazione del luogo sacro, che hanno notato la lapide semidistrutta. La mano pesante si è scagliata impugnando un mattone. Dopo il cimitero, l'attenzione delinquenziale si è indirizzata verso il portone della casa. Con una barra di ferro hanno tentato di forzare la serratura, con l'intento di entrare nella casa disabitata, poiché la madre del sindaco vive a Catanzaro. Dell'accaduto sono stati informati i carabinieri della stazione di Cardinale, competente per territorio. Il maresciallo di turno Piero Colucci ha disposto un sopralluogo per raccogliere qualche indizio utile. In serata è stata la volta del sindaco Pitaro. Un'audizione necessaria per capire la possibile provenienza dell'azione delinquenziale. Lo stesso sindaco, al cronista, si è detto molto amareggiato per l'episodio, ritenendo qualsiasi commento davvero superfluo, in quanto si tratta pur sempre di un'azione vandalica, compiuta da qualcuno senza scrupoli forse non conscio della gravità del gesto. «Un'azione di inaudita violenza – hanno commentato alcuni assessori – che nulla ha a che fare con le tradizioni, i costumi e le origini di grande civiltà della gente di Torre di Ruggiero». L'episodio, per alcuni, potrebbe essere riconducibile al mandato di amministratore di Giuseppe Pitaro, che è fratello di Romano Pitaro, giornalista della Regione Calabria e dell'avvocato Francesco Pitaro, che hanno origini torresi e provengono da una famiglia molto stimata e conosciuta in tutto il comprensorio delle Preserre.

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