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Notizia del 1 10 2010

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DICHIARAZIONE STAMPA
difendiamo la scuola dalla sua chiusura....

Il Presidente della Regione ha in questi giorni, suo malgrado, una brutta grana da pelare che è la sanità, ma un’altra - grave se non più grave per le implicazioni sociali - gli sta per scoppiare tra le mani.
E, se le cose dovessero andare male, almeno io personalmente, ma sono sicuro che tanti altri sindaci nutrono i miei stessi sentimenti, sono pronto a dimettermi.
Vengano la Gelmini e Maroni ad amministrare le nostre realtà! O si dica chiaramente che il Governo di questa parte abbandonata del Sud se ne infischia.
Mi riferisco al numero enorme di scuole che si vorrebbe chiudere come se la scuola fosse un negozio di pelletteria. Chiudere una scuola, specie in un piccolo paese dell’entroterra che è subissato da problemi cui gli amministratori non riescono a porre mano perché senza mezzi e risorse, equivale a decretarne la morte.
Con un solo tragico risultato: consegnare il territorio alla fame ed alla mafia.
Di questo passo, si arriva alla definitiva distruzione della Calabria e della sua storia. Altro che battaglie per la legalità e pubbliche manifestazioni ci vorranno a quel punto! La legalità non può essere ripristinata soltanto con lezioni impartite dall’alto e una convegnistica dai dubbi risultati. Senza scuole e senza sviluppo economico le aree interne sono destinate a soccombere.
Mi auguro che non si giunga ad assumere provvedimenti scellerati, e che, anzi, nelle prossime ore prevalga il senso si responsabilità negli amministratori regionali e provinciali.
La politica si desti dal letargo e incominci ad occuparsi dei problemi della gente. Apra su questo punto che è di vitale importanza, una vertenza col Governo, avendo ben chiaro l’obiettivo: la scuola non si tocca!
Noi amministratori di piccoli comuni, e siamo davvero tanti e determinati, non tralasceremo né la battaglia politica né quella squisitamente legale”.

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